INSURANCE

 

1975-2005: trent’anni di evoluzione del mercato

delle assicurazioni navali

 

Pubblichiamo una sintesi della relazione tenuta dal dr. Marco Risso ad una recente riunione del Rotary Club Genova Est. Abbiamo scelto di pubblicare il testo così come ci è pervenuto, per non alterarne il significato.

Ringraziamo il Rotary Club per la gentile collaborazione.

 

-          Ho scelto questo argomento in quanto ha fatto parte della mia vita lavorativa

-          percorso obbligato per chi voleva entrare nel settore assicurativo

-          struttura dei Lloyd’s (names – underwriting agencies – sindacati  – Lloyd’s brokers)

-          mercato inglese (Lloyd’s e ILU) avevano il controllo del settore navale a livello mondiale

-          la Grecia, già allora al primo posto mondiale dello shipping, era in mano ai brokers inglesi

-          alcuni broker italiani più intraprendenti hanno avvicinato alcuni armatori greci

-          cocktail vincente : attenzione al cliente propria del broker italiano, efficienza del servizio e affidabilità degli assicuratori

-          fin dai primi anni 80 un numero significativo di primarie flotte greche si è affidata agli assicuratori italiani e sono a tutt’oggi assicurati in Italia

-          quadro mercato italiano :

15-20 compagnie trasporti(Generali, Italia di Assicurazione, Levante, Siat (nata nel 1967 da alcuni managers della Levante , da un gruppo di armatori (Lauro, Grimaldi, ecc..) e dalla famiglia Agnelli), Sasa, Ras, Rhone Mediterranée, Mutuamar, Assitalia, Lloyd Italico, Unione Mediterranea, Navale, Reale Mutua, Comitas, Fondiaria, Liguria, Comar  ed altre)

obbligo di legge imponeva l’assicurazione delle navi di bandiera italiana esclusivamente con compagnie operanti in Italia.

-          Naturalmente in quegli anni i numeri erano completamente diversi (Michelangelo/Raffaello Lire 30 miliardi con FF 7-8 milioni per avvenimento e tassi vicini 1%)

-          trattati di riassicurazioni delle compagnie escludevano espressamente Michelangelo/Raffaello in quanto troppo valutate

-          inizio anni 90 il mercato ha subito radicali cambiamenti

Il tradizionale sistema dei Lloyd’s (coi names illimitatamente responsabili) è andato in grave crisi a causa del pessimo andamento del mercato e a fronte di forti penalizzazioni entrarono in scena dal 1993 i ‘’corporate capital’’ società di capitali che puntavano su una ripresa del mercato.

Questa diversa impostazione ha consentito di attirare ai Lloyd’s capitali enormi e ha determinato un fenomeno di gigantismo dei singoli sindacati che tendono sempre più ad identificarsi con le società finanziarie che inevitabilmente tendono a concentrare i propri investimenti.

Per fare un esempio una nave passeggeri valutata USD 250-300 milioni può essere sottoscritta integralmente da 4 o 5 sindacati.

-          conseguenze : nel 1990 esistevano 475 sindacati a cui partecipavano 32.000 names con una capacità di 10 miliardi di sterline di sottoscrizione.

                          Nel 1993 esistevano 409 sindacati di cui 150 marine

                          all’inizio del 2004 il numero sceso a 66 di cui 20 marine

                          Nel 2005 60 sindacati 1.700 names capacità 14 miliardi di sterline. La capacità è divisa 85% corporate e 15% individual names.

-          crescita della flotta mondiale, corsa alle nuove costruzioni navi di dimensioni maggiori con esposizioni più alte (navi passeggeri USD 400 milioni e VLCC per consegna 2004-2005 da cantieri coreani USD 140 milioni – Titanic aprile 1912 1 milione di sterline)

-          progressi nella sicurezza che si è tradotta in una minore frequenza di sinistri maggiori

-          aumento della concorrenza che ha determinato una contrazione dei tassi per le navi di nuova costruzione in misura tale da sbilanciare i risultati.

-          Il pericolo è la mancanza nel settore corpi di una massa premi sufficiente ad assorbire danni catastrofali

-          Nel 2003 il mercato italiano ha sottoscritto rischi per USD 380 milioni

-          All’epoca di Michelangelo e Raffaelo il rapporto di esposizione massima sul singolo rischio e massa premi era certamente più bilanciata (circa Lire 100 miliardi  di premi)

-          Dal 10.2002 al 1.2004 solo nel settore rischi di costruzione si sono verificati danni per un totale di USD 738 milioni e la massa premi mondiale legata ai rischi di costruzione non supera i USD 125 milioni.

-          Seguenti danni:

Ø      in Giappone: incendio sulla “Diamond Princess” (in costruzione per Carnival/P&O): USD 310 milioni;

Ø      in Germania: capovolgimento della “Pride of America” (in costruzione per Norwegian Cruise Lines), costato USD 228 milioni;

Ø      a Venezia: incendio sulla “Westerdam” (in allestimento per Carnival/Holland America Line) per USD 75 milioni;.

Ø      a Sestri: incendio sulla “Costa Fortuna” (in allestimento per Carnival/Costa Crociere) costo USD 20 milioni.

Ø      Danni cagionati in diversi cantieri giapponesi dal tifone Maemi sono costati 50 milioni di dollari;

-          I sindacati dei Lloyd’s stanno perdendo interesse per questo tipo di ramo a favore di rischi più remunerativi (property, aviation,…)

-          Accanto ai Lloyd’s mercato italiano, francese, scandinavo, tedesco e americano.

Non mi soffermo né sul mercato tedesco  in quanto prevalentemente domestico e quando opera su piazza internazionale su piazza internazionale tende a farlo da Londra, Francia e Italia, né sul mercato americano che almeno per le flotte europee è fondamentalmente un mercato di coassicurazione e non di delega. Gli altri mercati che ho citato hanno importanti presenze in delega su affari internazionali.

-          Potenzialità di questi mercati

Il mercato francese dispone di buone capacità. Possiamo citare:

AXA              45 milioni di Euro                                                            Reunion Francaise/UAP/AXA                 USD 60 milioni

Allianz M&A                             50     ‘’                                                  AGF/Camat USD 65   ‘’

Groupama    20     ‘’                                                                               USD 26    ‘’

Generali France                                                                                      15      ‘’ per C+M ma fino a Euro 30 milioni per gli Yachts                                                     USD 20    ‘’

Siat                10      ‘’                                                                              USD 14    ‘’

Belmarine       5      ‘’                                                                              USD  7     ‘’

 

In Scandinavia abbiamo:

 

Gard                              100 milioni di USD

Swedish Club                 50 milioni     ‘’

Norwegian Hull Club     40 milioni     ‘’

Gerling                            15 milioni     ‘’

Nemi                               15 milioni     ‘’

Bluewater                        15 milioni     ‘’

Inter Hannover               10 milioni     ‘’

  

Anche nel mercato scandinavo e francese si è verificato un incremento della capacità  di sottoscrizione ma una diminuzione del numero delle compagnie

-          mercato italiano : minori automatismi e ricorso al mercato della riassicurazione facoltativa.

Figura del broker

-          negli anni 70 circa un 100 operanti ai Lloyd’s (settore marine e non marine)

fine degli anni 80 cambiamento radicale : crescita di colossi Marsh Mclennan che ha avuto ricavi per USD 9 miliardi e 376 milioni nel 2003, alla Aon con USD 6 miliardi e 734 milioni , alla Willis con USD 2 miliardi, e che impiegano rispettivamente 55.000, 44.000 e 11.000 unità di forza lavoro.

-          Tutti cresciuti con processi di fusione e acquisizioni fatte in tempi rapidissimi

-          Globalizzazione più sentita nel settore non marine che in quello marine.

-          Pregi e difetti della globalizzazione e del gigantismo : pregi : possibilità di utilizzo di network mondiale con uffici propri in ogni paese – difetti : rapporto tra cliente e grande broker è più spersonalizzato. Se a questo si aggiunge rotazione di dirigenti responsabili all’interno della stessa struttura o addirittura in strutture concorrenti, si comprende perché siano nati tanti brokers di nicchia che gioco forza mettono il cliente al centro dell’ attenzione.

-          Oggi se ne contano circa 400 .

-          Esigenza da parte della City of London di creare la FSA (Financial Service Act) un organo di controllo per verificare l’esistenza di certe caratteristiche professionali e finanziarie del broker.

Per concludere

-          Positiva evoluzione del mercato italiano :

Ø Le Compagnie italiane devono puntare a sottoscrivere quote più ridotte e quindi necessariamente aprirsi alla coassicurazione europea;

Ø Nello stesso tempo devono quindi cercare di essere presenti su rischi provenienti da Francia, Germania, Spagna, Scandinavia, Nord e Sud America, Hong Kong e Asia in generale (e non solo su affari Greci) e in Turchia;

Ø Genova è sempre una piazza leader dei servizi marittimi per qualità e numero di periti, avvocati, liquidatori;

Ø Le compagnie hanno finora trascurato l’importanza di ottenere positivi ratings Standard & Poor ecc. che sul mercato internazionale sono essenziali .

Le compagnie trasporti abituate a dominare la scena sul mercato italiano dove indipendentemente dal rating S&P erano comunque ritenute first class anche grazie all’appartenenza a gruppi molto importanti ad es. Generali e SAI, hanno in passato trascurato questa problematica che invece dati i valori in gioco ed il ricorso a banche internazionali per quanto riguarda i finanziamenti delle navi, diventa imprescindibile per la copertura di rischi sul mercato.

Sappiamo che negli ultimi anni questa problematica è al centro dell’attenzione delle nostre compagnie trasporti con le rispettive capogruppo.

Marco Risso

 

La riproduzione delle notizie è subordinata alla citazione della fonte www.TTMmagazine.com, ai sensi del Decreto Legislativo 68/03 ad attuazione della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore che integra l’articolo 65 della legge 633/41, comma 2  

Giovedì, 17 febbraio 2005 

 

 

Traffic-separation schemes are still misunderstood

 

Traffic-separation schemes such as those in the English Channel are still one of the least understood aspects of navigation despite having been in operation for over 30 years, says the North of England P&I club.

“Rule 10 on the conduct of vessels in traffic-separation schemes is one of the most frequently misunderstood sections of the IMO’s 1972 International Regulations for Prevention of Collisions at Sea,” says Phil Anderson, head of the club’s risk-management department.

“Radio logs at, say, Dover in England or Ushant in France provide clear evidence of the problems that arise, with rogue vessels being regularly reported,” says Dr Anderson.

“Apart from increasing the risk of collisions, masters and owners of contravening vessels can face criminal action, heavy fines and costly delays.”

 

(www.TTMmagazine.com)

Friday, 21 November 2003

 

Gli sviluppi del polo assicurativo genovese

 

Dopo alcuni anni di crisi nel settore, oggi Genova è l’unico grande polo per la copertura assicurativa dei traffici marittimi in Italia, con forti capacità di attrazione di un business esteso nel bacino del Mediterraneo.

Secondo i dati più recenti, UMS Generali Marine e le altre compagnie che operano a Genova (Siat, Lloyd Italico, Axa e Sasa) controllano una quota tra il 60 e il 65% del mercato assicurativo marine nel settore corpi. Inoltre i broker genovesi detengono oltre il 90% del mercato nazionale.

Dunque la realtà genovese nel campo delle assicurazioni marittime non solo è ai vertici della competitività e della competenza, ma promette di espandersi ulteriormente e di acquisire ulteriori quote di mercato in tutto il Mediterraneo.

 

Maritime insurance sector of Genoa is developing in the Mediterranean.

 

Fonte UMSnews - luglio 2003

(www.TTMmagazine.com)

Mercoledì, 24 settembre 2003

 

Italia e Gran Bretagna dominano nei trasporti a corto raggio

 

Da un’indagine sul settore marittimo di Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione Europea, è emerso che l’Italia e la Gran Bretagna sono i paesi dell’UE che operano con più intensità nel settore dei trasporti marittimi su corta distanza, in particolar modo per quanto riguarda le sostanze liquide. L’Inghilterra, che si è classificata al primo posto, ha visto transitare nel 2000 (l’anno dell’ultima rilevazione) 358 milioni di tonnellate di merci; nello stesso anno in Italia sono invece state trasportate 329 milioni di tonnellate di merci.

 

According to the maritime sector of Eurostat, the statistics office of EU, Italy and Great Britain are the countries leading in the field of short sea shipping.

 

Fonte UMSnews - luglio 2003

 

(www.TTMmagazine.com)

Mercoledì, 24 settembre 2003

 

 

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In data odierna 16 Luglio 2003. Standard & Poor’s in data odierna ha modificato le sue prospettive per UMS Generali Marine SpA (UMS), compagnia di assicurazioni attiva nel settore italiano marine, da stabili a positive. Contemporaneamente Standard & Poor’s ha affermato il rating “A-” di controparte e solidità finanziaria

La revisione dell’outlook riflette le aspettative di Standard & Poor’s di un miglioramento della profittabilità tecnica nel biennio 2003/4.

Il rating riflette l’importanza strategica di UMS per la controllante Assicurazioni Generali SpA [Generali; AA/Negative/--]; la buona posizione strategica; la buona performance operativa;  il solido livello di capitalizzazione.

I principali fattori che hanno determinato il rating sono:

 

·    Importanza strategica per Generali: Generali considera la presenza nel settore marine come una delle attività strategiche e UMS è vista come il “centro di eccellenza” del gruppo per quanto concerne l’assicurazione di corpi marittimi. Si prevede che UMS tragga un sostanziale vantaggio nell’avvalersi della più estesa rete di agenzie di cui dispone il Gruppo Generali.

·    Buona posizione strategica: UMS continua ad essere in Italia uno degli assicuratori leader sia nel settore corpi marittimi che in quello merci. Nel 2003 UMS ha debuttato nel Mercato di Londra, grazie ad un accordo siglato con l’agenzia londinese, di recente costituzione, S.R. Bishop Underwriting Ltd., attraverso la quale saranno sottoscritti sul mercato londinese rischi geograficamente diversificati nel settore Corpi. La presenza sul mercato londinese dovrebbe consentire a UMS di generare per l’anno 2003 premi lordi contabilizzati per un valore di circa 30 milioni di euro. Buona parte dell’esposizione su questo nuovo mercato sarà riassicurata proporzionalmente con Swiss Reinsurance Co. (AA+/Negative/A-1+) e Generali. Standard & Poor’s ritiene che la durata del rapporto tra UMS e S.R. Bishop Underwriting Ltd. si baserà essenzialmente sulla capacià di quest’ultima di generare una solida redditività.

·    Buone performance operative: le performance operative storiche di UMS hanno mostrato una certa volatilità – risentendo delle fluttuazioni del più vasto e globale settore marittimo. Le performance operative di UMS nel 2002 sono state buone, come é possibile notare dal valore del ROR pari a 12%.  La compagnia ha registrato un utile netto d’esercizio pari a 0,8 milioni di euro (2001 1.9 milioni di euro), composto da un risultato positivo del conto tecnico pari a 1,4 milioni di euro (2001: 0.5 milioni di euro ) e una perdita nel conto non tecnico pari a 0,6 milioni di euro (2001: profitto pari a 1.4 milioni di euro ). Tale risultato negativo è essenzialmente attribuibile ad una perdita derivante da transazioni in valuta estera pari a 2 milioni di euro (2001: ricavo da rivalutazione monetaria pari a 0,5 milioni di euro ). Standard & Poor’s prevede che i valori del ROR saranno compresi tra 10% e 15% nel biennio 2003/04.

·    Solida capitalizzazione: UMS ha mantenuto nel 2002 il suo “risk adjusted capital” a solidi livelli. Per i prossimi tre anni UMS prevede una crescita annuale a due cifre dei premi netti contabilizzati. Standard & Poor’s si aspetta che, nonostante tale incremento, l’eccesso di capitale di cui UMS dispone attualmente e il previsto aumento di utili non distribuiti, dovrebbero consentire alla compagnia di mantenere l’attuale “capital adequacy” ratio ad un livello coerente con il suo rating.

 

Prospettive

 

Le prospettive positive riflettono le aspettative di Standard & Poor’s di un miglioramento della profittabilità tecnica di UMS nel biennio 2003/4. Il rating potrebbe essere alzato qualora UMS registrasse stabili e solide performance operative nel mercato londinese, unite al mantenimento del “risk adjusted capital” agli attuali solidi livelli (www.TTMmagazine.com)

Mercoledì 16 luglio 2003

 

 

On July 16, 2003, Standard & Poor's Ratings Services revised its outlook on Italy-based marine insurer UMS Generali Marine SpA (UMS) to positive from stable. At the same time, Standard & Poor's affirmed its 'A-' long-term counterparty credit and insurer financial strength ratings on UMS.

    The outlook revision reflects Standard & Poor's expectation that UMS will see further improvement in its operating performance throughout 2003 and 2004.

    The ratings reflect UMS' strategic importance to its parent, Assicurazioni Generali SpA (Generali; AA/Negative/--); good business position; good operating performance; and strong level of capitalization.

    Major ratings factors:

·    Strategic importance to Generali. Generali considers marine to be one of its strategic business lines, and UMS is considered to be the group's 'center of excellence' for marine hull business. Prospectively, UMS is hoping to take greater advantage of Generali's extensive agency network.

·    Good business position. UMS continues to be one of the leading players in the Italian marine hull and inland cargo sectors. UMS entered the London Market for the first time in 2003, where it is expected to generate approximately 30 million annually in gross premiums written via the newly established agency S.R. Bishop Underwriting Ltd., which will underwrite a broad geographical spread of marine hull risks. The majority of UMS' London Market exposure is expected to be reinsured on a proportional basis with Swiss Reinsurance Co. (AA+/Negative/A-1+) and Generali. Standard & Poor's expects that the longevity of the relationship between UMS and S.R. Bishop Underwriting Ltd. will largely depend on the ability of the latter to establish a good earnings track record.

·    Good operating performance. UMS' historical operating performance has been volatile, fluctuating in line with the fortunes of the marine sector as a whole. UMS' operating performance for 2002 was good, as reflected in its ROR of 12%. The company reported a net profit after tax of 0.8 million (1.9 million in 2001), comprising a profit on the technical account of 1.4 million (0.5 million in 2001) and a loss on the nontechnical account of 0.6 million (profit of 1.4 million in 2001), which was largely attributable to a foreign currency translation loss of 2.0 million (foreign currency translation gain of 0.5 million in 2001). Standard & Poor's expects UMS to generate an ROR within the range of 10%-15% for 2003-2004.

·    Strong capitalization. UMS has historically maintained its risk-adjusted capital at a strong level, and continued to do so throughout 2002. Over the next three years, UMS is forecasting net premium growth at a double-digit compound annual rate. Nevertheless, Standard & Poor's considers that the surplus capital that UMS currently holds, when coupled with forecast increases in UMS' retained earnings, should enable it to maintain its capital adequacy ratio at a level consistent with its public ratings.

 

Outlook

The positive outlook reflects Standard & Poor's expectation that UMS will sustain the improvement in its technical profitability throughout 2003 and 2004. The ratings may be raised if UMS establishes a track record of operating performance in respect of its London Market participation and maintains its risk-adjusted capitalization at a strong level. (www.TTMmagazine.com)

July 16 2003

 

 

 

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Assicurazioni: un anno effervescente

 

Il giorno 5 giugno 2003 alle h. 10:00 si è tenuta nella sede del “Comitato delle Compagnie di Assicurazioni Marittime di Genova” la 143ma Assemblea Generale Ordinaria delle 14 Compagnie di Assicurazioni Marittime associate all’Ente.

La Presidenza veniva assunta dal Presidente Dott. Giorgio Mitolo, Presidente Onorario della SIAT – Società Italiana Assicurazioni e Riassicurazioni – di Genova.

I lavori venivano aperti con la lettura di una relazione della quale si riporta qui di seguito la relazione.

Ho il piacere e l'onore di dare inizio alla 143° Assemblea del nostro Comitato e di dare a tutti Voi il più cordiale benvenuto. Com'è ormai tradizione di questa riunione, prima di iniziare l'illustrazione tecnica dei nostri Rendiconti e della vita del nostro "Ente" desidero intrattenerVi brevemente sulla situazione assicurativa del Mercato Trasporti sia a livello internazionale che nazionale.

Non mi dilungherò ad illustrarVi la situazione politica e finanziaria che ha caratterizzato il 2002. Il panorama è a tutti noto ed è stato sviscerato dai media nei minimi particolari. Mi limiterò invece ad esaminare quelli che sono i riflessi che tale situazione ha creato nel mercato assicurativo in generale ed in quello trasporti in particolare. La tragedia dell' 11 settembre ha avuto effetti negativi sull' economia di tutti i paesi industrializzati. I mercati finanziari hanno anche pagato le conseguenze di scandali economici che hanno provocato la sfiducia degli investitori con conseguente crollo del mercato azionario. I grandi complessi assicurativi che traevano profitti dal finanziario hanno finalmente posto la loro attenzione sul loro "core business" che è il risultato tecnico assicurativo. Le grandi concentrazioni alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni hanno certamente creato economie di scala, importanti per quanto concerne settori assicurativi di massa, ma hanno indubbiamente impoverito certi settori come quello trasporti che ormai, specie per il settore "Corpi", fa capo ad un esiguo numero di Compagnie.

Andiamo ora ad esaminare il settore che più ci riguarda e cioè il ramo "Trasporti".

 

Settore Corpi

La massa premi trasporti per il 2002 ha registrato un sensibile aumento rispetto al 2001.

Per il settore Corpi, particolarmente influenzato dal mercato riassicurativo, l'aumento è stato piuttosto sensibile, ma non ancora sufficiente a riequilibrare il rapporto Danni/Premi.

Solo i rischi guerra hanno portato un qualche beneficio ai nostri bilanci subito contro bilanciato dal negativo effetto della svalutazione del Dollaro.

Per il settore Corpi non vi è dubbio circa la vitalità dell' Armamento mondiale che è provata dai dati forniti dal Lloyd's Register of Shipping.

Secondo tali dati la Flotta Mondiale e la Flotta Italiana al 31/12/2002 ammontavano, rispettivamente, a 89.010 unità per un totale di 585.583.396 t.s.l. e 1.486 unità per un totale di 9.595.897 t.s.l.

Quello che più impressiona è l'aumento del numero di tonnellate trasportate che in 30 anni è passato rispettivamente per i dry cargo da 1.200 a 3.600 miliardi di tonnellate e per il crude oil da 1.400 a 2.000 miliardi di tonnellate.

Globalmente, quindi, i vettori marittimi hanno trasportato merci e/o prodotti per circa 6 miliardi di tonnellate all'anno.

Tutti questi dati stanno a dimostrare una vitale espansione del settore che è stata accentuata dalla globalizzazione che ha accelerato i processi vitali degli scambi di merci fra i vari continenti. Ma quanto ha influenzato la sicurezza?

Sono stato il 16 maggio all' Assemblea del Comitato Italiano dell' American Bureau of Shipping a Roma, dove ho tratto alcuni importanti informazioni che passo ad illustrarVi.

Queste informazioni provengono dal Lloyd's Underwriters Marine Intelligence Unit e sono state preparate per il Joint Hull Committee. Mostrano le Perdite Totali in termini di numero di navi sopra le 500 gross tons per il periodo dal 1991 al 2001. La linea rossa rappresenta tutte le navi sopra le 500 gross tons e mostra una chiara e notevole diminuzione del numero delle navi soggette a perdita da più di 180 navi nel 1991 a meno di 80 navi l0 anni dopo.

Le linee blu, verde e gialla mostrano che questo miglioramento si è verificato per tutti i tipi di navi. Dubito che qualsiasi industria di trasporti -aereo, ferroviario o su strada -, possa superare questo livello di miglioramento dei livelli di sicurezza. Sospetto che pochissime industrie di qualsiasi tipo in qualsiasi paese possano mostrare questo livello di miglioramento.

Questo diagramma mostra gli stessi dati su base mondiale tratti dal Lloyd’s Underwriters Joint Hull Comittee ma espressi in termini di percentuale di flotta mondiale persa in ogni anno. Se consideriamo la percentuale di navi o la percentuale di tonnellaggio la loss rate è stata più che dimezzata nell’ultimo decennio.

Questo primo diagramma mostra, per il periodo dal 1980 al 2000, le perdite totali effettive, da qualsiasi causa derivanti, che colpiscono navi mercantili a partire dalle 100 gross tons. La linea rossa mostra la loss rate annua su 1000 navi, mentre la linea blu indica l'andamento lineare per questo periodo.

La loss rate è diminuita da un massimo di oltre 4 navi su 1000 nel 1980, a un attuale minimo di circa 2 navi su 1000 per anno. Questo dimostra che il settore ha dimezzato la sua ship loss rate negli ultimi 20 anni. Il miglioramento è stato constante e l'andamento inequivocabile.

La fonte di questi dati è il Lloyd's Fairplay .Incidentalmente, vogliate notare che nel 2000 c'erano circa 87.790 navi mercantili in attività.

Questi dati sono indubbiamente positivi, ma riguardano solo i gravissimi danni (le famose "major claims"). Ma i numerosissimi danni di avaria particolare e avaria generale che quotidianamente vengono denunciati quanto incidono su questo totale?

Noi sentiamo parlare di alte tecnologie, di sistemi sempre più sofisticati, atti a dare sicurezza alla navigazione, di navi inaffondabili, di navi con sistemi antincendio perfetti e poi vediamo una nave passeggeri quasi pronta per la consegna (la Princess Diamond della P.& O.) che brucia in cantiere come un fiammifero e provoca danni, per fortuna solo materiali, per circa 400 milioni di $.

E proprio qui, a Genova, sempre in cantiere, si è verificato recentemente quello che viene definito un piccolo danno da incendio, e che ha provocato danni per diversi milioni di euro.

Certamente danni come l' "Erika" o la "Prestige" scuotono il mondo politico per le conseguenze ambientali che producono; tutti si affannano ad inventare nuove disposizioni, nuove regole, ma tutti dimenticano che la sicurezza si basa su due elementi fondamentali: la costruzione della nave e chi la gestisce. E' ormai acclarato che 1'80% dei sinistri è dovuto ad errore umano.

Le navi sono costruite per navigare con qualsiasi tempo, ma se sono mal caricate o vanno ad incagliarsi o si verificano collisioni o altri sinistri per errore umano dove si deve porre maggiore attenzione?

Passo ora ad elencare i principali sinistri che hanno colpito il nostro mercato.

Come rileverete, la maggior parte dei sinistri sono dovuti a incaglio, urto, incendio, urto fondo, danni in macchina ecc. e dobbiamo aggiungere che il 2002 è stato un anno particolarmente fortunato sia per il numero che per l'ammontare dei danni che si sono particolarmente ridotti rispetto al 2001.

Nel 2003, nel primo trimestre si è però verificata una controtendenza per cui abbiamo visto con preoccupazione aumentare il numero dei sinistri che speriamo e confidiamo miglioreranno nei mesi successivi.

Anche il mercato riassicurativo ha dimostrato una notevole diffidenza verso il settore Trasporti con qualche risultato negativo le cui conseguenze per fortuna non hanno colpito il nostro mercato.

I Registri Navali, dopo un difficile periodo influenzato da una concorrenza selvaggia, hanno oggi evidenziato un miglior servizio, ma non devono dimenticare che il "certificato di classe" non è solo a favore di chi paga (l'Armatore) ma consente agli Armatori stessi di avere una polizza assicurativa che, a sua volta, consente loro di ottenere i finanziamenti che da tale polizza sono garantiti.

In poche parole, il certificato di classe si può paragonare alla certificazione di un bilancio fatta da una società di revisione. Se non è la risultanza di attento esame e professionalità può creare gravi danni. Il caso "Eron Arthur Andersen" docet.

Settore Merci

In questo settore si evidenzia sempre una certa concorrenza, ma si riscontra altresì una più alta selezione dei rischi con un leggero miglioramento tecnico.

Anzi dobbiamo aggiungere che la massa premi merci ha superato la massa premi corpi, ciò anche dovuto al fatto che in tale settore operano molte più compagnie ed al numero delle merci trasportate che, come abbiamo sopra visto, sono aumentate in maniera sensibilissima negli ultimi anni.

Passiamo ora ad analizzare l'attività tecnica del "Comitato" che come è noto si esplica prevalentemente attraverso il controllo degli atti liquidatori che le Compagnie aderenti agli Accordi sottopongono settimanalmente al suo esame.

Desidero innanzitutto ricordare che, in conformità alle delibere prese in questa sede in occasione dell'Assemblea Annuale, dal 1° Ottobre 2000 il controllo di tutte le Liquidazioni è effettuato da un unico Organo: si è però ritenuto opportuno -per ragioni prevalentemente statistiche -di tenere separate le pratiche relative a navi facenti parte di flotte e/o interessi stranieri da quelle relative a navi facenti parte di flotte e/o interessi nazionali.

Forniamo quindi qui di seguito i dati più salienti dei controlli eseguiti: peraltro riportati anche nei prospetti di cui agli allegati n. 7 e n. 8 a Vostre mani.

 

Navi di Bandiera e/o Interesse Italiano

Nel decorso 2002 si sono tenute 48 riunioni settimanali con l'intervento di 215 Funzionari di Compagnia e 48 presenze di Liquidatori Osservatori oltre ai Dott.ri Giorgio e Stefano Cavallo ed alla Sig.ra Sabina Finocchio I benestari rilasciati sono stati 457: 26 in più rispetto all'Esercizio precedente. Peraltro a fronte di questo incremento nel numero di liquidazioni e/o acconti approvati si è avuta, nel 2002, una diminuzione di circa il 40,00% del totale degli importi autorizzati rispetto all' esercizio precedente: infatti sono state concesse autorizzazioni di pagamento per complessivi 58.160.000 euro circa, contro 97.250.000 euro del 2001 con una diminuzione quindi di circa 39.090.000 euro.

Navi di Bandiera Estera

In considerazione della già menzionata unificazione del controllo di tutte le pratiche da parte di un unico organo ovviamente sia il numero delle riunioni sia quello dei partecipanti sono stati gli stessi di quelli già menzionati per il controllo degli atti liquidatori relativi a navi di bandiera e/o interesse italiani.

Le pratiche aperte per sinistri occorsi a navi di bandiera estera sono state 94, vale a dire 44 in meno rispetto all'anno precedente. Invertendo una tendenza che per le navi di bandiera estera durava da diversi esercizi, gli importi complessivamente autorizzati sono scesi da 64.630.000 euro circa del 2001 a 44.865.000 euro circa del 2002, con un decremento del 30,50% circa ancorché le autorizzazioni di pagamento concesse nell'esercizio 2002 abbiano subito un incremento, essendo i benestari concessi passati da 296 a 339. Riepilogando, complessivamente tra navi di bandiera italiana ed estera, sono state autorizzate nel 2002 dal ns/ Comitato, liquidazioni di indennizzi, acconti e spese per complessivi 103.000.000 di Euro con una diminuzione del 63,50% circa rispetto all'anno precedente, pari a Euro 58.870.000 circa.

Il nostro "Comitato" nella sua veste di membro del Consiglio di Amministrazione ha inoltre -tramite i suoi Segretari -regolarmente partecipato alle numerose riunioni del "Comitato Utenti del Porto di Genova", seguendo con interesse, unitamente alle altre categorie imprenditoriali, l'evolversi delle normative in ambito nazionale ed europeo relative all'operatività degli scali portuali in generale e dello scalo di Genova in particolare. Il copioso materiale è a disposizione delle Associate nel caso fossero interessate a prenderne visione.

Come da consuetudine prima di procedere, così come previsto al 4° punto dell'Ordine del Giorno, all'esame del Rendiconto e sottoporlo alla Vostra considerazione e approvazione, ne anticipo qui le risultanze e fornisco qualche breve commento per le poste più significative.

Il bilancio dell'Esercizio 2002 chiude con un saldo attivo di 3.301,90 euro: tale risultato trova la sua prevalente giustificazione nel contenimento delle spese generali che erano state preventivate in 153.904,15 euro mentre ne sono state sostenute per 148.022,97 euro.

Ecco altri chiarimenti:

-Credito Italiano –2° voce della Situazione Patrimoniale 77.529,90 euro indica la liquidità a nostra disposizione al 31.12.2002.

-Crediti Compagnie per "Diritti Visto 2002" 25.646,40 euro (comprensivo di IVA al 20%) rappresenta l'importo relativo a fatture emesse nel 2002 ma non ancora materialmente incassate al 31 Dicembre del decorso anno.

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