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THE INTERNATIONAL PROPELLER CLUBS

 

Energia e Trasporti

 

Riportiamo le riflessioni del Presidente nazionale MARIANO MARESCA al termine di un ciclo di conferenze tenutesi nei Club di Taranto (13/3/2007- Il Pianeta malato e le nuove scelte energetiche), Ravenna ( 14/3/2007-  I rigassificatori, perchè, funzionamenti e rischi ), Napoli ( 20/04/2007- Rigassificatori, i trasporti, l’ambiente e la normativa comunitaria ) e Genova ( 29/5/2007- I rigassificatori, il trasporto via mare del gas, le altre fonti di energie alternative ).

 

Con la partecipazione di:

 

Dott. Franco Guarino -  Reporter TV e ricercatore – Taranto

Dott. Franco Nanni  - Presidente Associazione Ravennate Operatori offshore  Petrolifero

Dott. Francesco Croce  - Direttore Banchero & Costa – Genova

Ing Vanio Ortensi – Dirigente APAT Roma

Dott. Massimo Provinciali – Direttore Generale Ministero dei Trasporti Roma

Prof. Avv. Vincenzo Maiello – Università di Napoli

Prof. Mauro Catalani  - Università Partenope Napoli

Dott. Luca Sisto – Confitarma Roma

Prof Ing Paola Girdinio - Facoltà di Ingegneria di Genova - componente della Commissione di Valutazione  Impatto Ambientale  del Ministero dell’Ambiente – Roma 

                 

 

E’ stata esaminata la questione energetica ( domanda, consumi, produzione,   immissione di gas serra, distribuzioni.ecc ) quindi l’impatto ambientale e sono stati portati alcuni esempi di azioni positive ai fini della tutela ambientale.

E’ stato toccato con mano il fatto che le questioni ambientali determinano spesso passioni intense, confronti accesi, persino scontri culturali e scientifici, economici e politici, e spesso stanno alla base di strumentalizzazioni di varia natura.

Al termine di questo interessantissimo ciclo di conferenze, intenderei offrirvi alcune riflessioni, magari ovvie ma credo non facilmente confutabili

La prima riguarda il clima, avendo ben presente che raccontare la storia del clima e dei suoi cambiamenti significa raccontare la storia del pianeta.

Innumerevoli rilievi condotti sulle carote prelevate  dalla calotta glaciale artica concordano nel crescente incremento, nell’atmosfera,  dell’anidride carbonica , dei prodotti della combustione e dei gas serra e la concentrazione della anidride carbonica è , oggi , la più alta in assoluto tra tutte quelle fin qui registrate .

La riduzione del ghiaccio del Polo Nord del 15-20% rispetto a trent’anni fa, l’aumento del livello dei mari di 3 mm. all’anno e la riduzione della capacità degli oceani di assorbire l’anidride carbonica assieme alla elevazione termica del pianeta, sono tutti segni inequivocabili.

In anni recenti abbiamo assistito ad un’intensificazione  degli eventi esterni: ondate di calore, come quella che si è verificata nell’estate del 2003,  l’aumento dell’intensità degli uragani anche al di fuori delle loro fasce abituali e l’aumento della temperatura globale media del Pianeta. 

Pur senza indulgere a catastrofismi crediamo sia giunto il momento di valutare serenamente ed onestamente  le problematiche legate all’ambiente ed in questa ottica emerge la centralità della questione energetica ed in particolare  sul risparmio energetico e la ricerca di fonti alternative,

Essendo fuori di dubbio il fatto che, il passaggio di miliardi di individui  dal sottosviluppo alla modernità, con l’accrescersi della popolazione umana e con l’allungarsi della vita non potrà che  determinare l’incremento dei consumi energetici, emerge chiaramente l’esigenza sia della ricerca di nuove fonti alternative ma anche la miglior utilizzazione di quelle che ancora abbiamo , tanto più che la fonte principale, il petrolio, pare sia ormai ridotto ad una disponibilità che non potrà andare oltre alcune decine di anni.

Se le fonti alternative  fossero davvero  tali sarebbe possibile sostituire, gia da subito, le fonti fossili tradizionali ( carbone,petrolio, gas ) con queste, diminuendo anche le polluzioni in atmosfera,  ma purtroppo esse sono solamente fonti integrative (geotermiche, fotovoltaiche, solari , eoliche, ecc) .

Per restare in Italia, e per limitarci all’elettricità, dobbiamo prendere atto che almeno due terzi della produzione sono termoelettrici, un sesto e costituito dalla importazione di energia nucleare, un altro sesto proviene da fonti idroelettriche e solo il due- tre % proviene da fonti geotermiche,eoliche, solari .

Va inoltre detto che oltre la metà della  produzione di energia elettrica italiana, utilizza il Gas come combustibile ,il quale entra attraverso le sole quattro porte (gasdotti) più avanti  indicate.

Il GNL – Gas Naturale Liquefatto – altro non è  che metano  ( o gas naturale) allo stato liquido.

Si tratta dello stesso gas  comunemente diffuso nelle utenze domestiche : atossico, inodore, incolore e non corrosivo . 

Tali percentuali possono e devono essere potenziate , anche con incentivi pubblici , ma resta il fatto  che è impossibile sostituire gli enormi quantitativi di energie usate dal nostro pianeta con altre energie, sparse e di non facile ottenimento  sia per i costi che spesso sono troppo alti  per le tecnologie necessarie  non ancora del tutto disponibili

Il Gas, ad alti livelli di produzione,  è arrivato sulla scena circa 15 anni più tardi del petrolio e anche grazie all’avvento dei rigassificatori è ragionevole aspettarsi il picco della produzione del gas  fra 10 / 15 anni .

Da qui dunque la necessità di meglio utilizzare il Gas Naturale , organizzandoci per riceverlo via mare e con le navi adatte  ed   evitando quindi di essere schiavi  di gasdotti controllati dagli stessi produttori del Gas ( Russia e Algeria )  come avviene oggi.

Si è parlato molto della esigenza di costruire, in alcuni porti italiani, Rigassificatori in grado di ricevere il gas liquefatto,  che viaggi a -181 gradi sulle apposite navi ed immetterlo, una volta  rigassificato, negli appositi impianti di distribuzione.

Il Governo ha inserito la realizzazione dei Rigassificatori  nei punti fermi del suo programma, ma subito sono nati comitati locali contro il posizionamento sul loro territorio di questi impianti  nonostante  sia  emersa chiaramente la non pericolosità del gas, sia allo stato liquido che appunto gassoso e l’esigenza di restare al passo con l’evoluzione mondiale.

Nei principali cantieri  del mondo (  principalmente in Corea con il 60 % degli ordini) sono in costruzione oltre 180 navi LNG , che rappresentano il 64 % della attuale flotta mondiale  mentre in Italia siamo fermi a quattro navi (di cui due di costruzione anni sessanta)  di proprietà di un solo armatore ( gruppo ENI )  ed una sola stazione di Rigassificazione a Panigaglia ( La Spezia)  costruita anch’essa negli anni sessanta.

In quegli anni siamo stati i primi, ma siamo poi rimasti fermi per troppo tempo !!!

Oggi dipendiamo dal trasporto via terra dalla Russia,dal Nord Europa e dall’Algeria, mediante quattro gasdotti ( uno dalla Russia, uno dal Nord Europa e due dal Nord Africa )  mentre, in realtà non esiste un vero e proprio mercato dei noli in quanto  tutte le navi LNG sono , oggi,  o di proprietà dei produttori  o  noleggiate ai produttori stessi del Gas. Mediante contratti di noleggio di lunghissima durata ( anche 30/40 anni ) .

In assenza di nuove infrastrutture come appunto i rigassificatori, capaci di allargare l’orizzonte dei fornitori e di abbassarne di conseguenza il prezzo del gas, l’ Italia  produce poco più del 10%  del gas che consumiamo mentre siamo costretti a dipendere, quasi esclusivamente dalle importazioni estere, dove Russia ed Algeria  forniscono all’Italia oltre il 70% del nostro fabbisogno di gas .

Quattro navi ed una stazione di rigassificazione  è quanto mette in campo l’Italia, nel comparto dell’approvvigionamento, trattamento ed immissione in rete, di gas naturale,   di fronte ad un fabbisogno nazionale di circa 8o miliardi di mc all’anno ( che diventeranno oltre 100 nel 2010 ).

Oggi in Italia, di fronte ai quattro rigassificatori previsti, ma fermi per situazioni poco chiare e legate ad interessi di parte o a pretese di sicurezza da parte dei Verdi , sarebbero necessari almeno 11 rigassificatori GNL  che ci permetterebbero   di diventare anche una importante  porta di accesso per il consumo di gas europeo.

Anche grazie alle moderne tecnologie che fino ad oggi hanno comunque garantito il corretto funzionamento, senza incidenti, ben  13 terminal  sono operativi in Europa  ed  ulteriori 7 sono già stati approvati o sono in costruzione ed entreranno in funzione in tempi brevi.  Nel mondo vi sono già in esercizio oltre 50 rigassificatori, di cui almeno  22 solo in Giappone.

E ad oggi, nessun incidente ha mai creato problemi ambientali.!!!

E ciò è stato  ampiamente sottolineato, anche da parte dei vari relatori,  come, in materia di  sicurezza e di impatto ambientale, i criteri di progettazione dei terminali siano sottoposti ad una legislazione nazionale particolarmente rigorosa che si attiene agli Standard europei ed internazionali .

D’altra parte l’invocazione sistematica e l’invito pressante  alla ricerca ed all’uso di fonti energetiche alternative, abbiamo ormai chiaro non è realizzabile. Ad oggi possiamo parlare solamente di “fonti integrative “ , che non ci permetteranno di sostituire il carbone ed il petrolio, ormai in via di esaurimento, ma di integrare, sia pure in misura modesta, il consumo del Gas, risorsa che a quanto pare, esiste ancora in grande quantità

A tal fine, oltre a considerare, in primo luogo,  tutte le fonti e le tecnologie impiegabili che per costi, affidabilità,  impatto ambientale, consistenza produttiva, siano adeguati al problema che

abbiamo dinnanzi dobbiamo concentrarci sul trasporto, la distribuzione ed il consumo del gas naturale.

Per le altre fonti citiamo quella idroelettrica che fornisce energia non inquinante e rinnovabile ed è suscettibile di incremento riuscendo a superare i vari veti ambientali per la costruzione di dighe e condotti. Citiamo anche  quella nucleare, alla quale dovremmo convertirci molto presto – L’Italia è l’unico paese europeo avanzato che non la produca anche se la importa massicciamente con una incoerenza che si commenta da sé

Come si vede , il nostro ciclo di incontri ci ha portati lontano, aprendoci un panorama interessante e nello stesso tempo preoccupante, specialmente per il silenzio e la inattività dei nostri governanti.

I testi delle varie relazioni sono a disposizione di chi fosse interessato a prenderne visione, cosi come il nostro Club, che resta a disposizione per ulteriori incontri di approfondimento

 

 

Questa relazione sarà pubblicata sul prossimo numero di TTM settembre/ottobre 2007.                                               

                 

Genova, 27 luglio 2007

Magazine on-line www.ttmmagazineonline.com              

 

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THE INTERNATIONAL PROPELLER CLUB PORT OF LEGHORN

 

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

 

Si è tenuta, alla fine di maggio, al Propeller Club di Livorno la riunione sul tema “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come leva strategica per una politica vincente” di cui è stata relatrice la dott.ssa Darya Majidi, già vice presidente dei giovani industriali livornesi, presidente di Daxo srl, docente all’istituto S. Anna e alla facoltà di Economia di Pisa e alla Bocconi di Milano, autrice di 18 testi sulla materia.

Secondo la Maydi le politiche industriali e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione appaiono in molti casi come due mondi distinti ma non dovrebbe essere così. Secondo una ricerca condotta nel 2005 relativa al posizionamento dei paesi più industrializzati, fondato su una serie di parametri internazionali, l’Italia si trovava al 44° posto, in posizione di arretratezza quindi rispetto a Cina e Usa ma anche alla media dei paesi europei. “Le cause”, ha spiegato la relatrice, “sono la mancanza di competitività provocata da una scarsa attenzione verso le possibilità che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) potrebbero offrire”.

 

Genova, 27 luglio 2007

Magazine on-line www.ttmmagazineonline.com              

 

 

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147° ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL COMITATO DELLE COMPAGNIE

DI ASSICURAZIONI MARITTIME

 

2007, sinistrosità in aumento

 

Si è svolta a Genova, sotto la presidenza del Dottor Bartolomeo Barberis l’Assemblea Generale Ordinaria del Comitato delle compagnie di Assicurazioni Marittime.

Erano presenti: Assicurazioni Generali, Axa C.S.A. Marine, Fondiaria – Sai S.p.A., Toro divisione Lloyd Italico, Sasa, Siat, Società Reale Mutua, Swiss Re Italia, Royal & SunAlliance.

Il Presidente ha ampiamente riferito sulle attività svolte dal Comitato, ricordando in particolare che il Collegio Controllo Liquidazione Danni operante presso di esso aveva nell’anno 2006 autorizzato liquidazioni di indennizzi, acconti e spese per complessivi 66 milioni di Euro con un decremento del 21% circa rispetto all’anno precedente.

Conclusa la relazione, l’Assemblea procedeva all’approvazione dei bilanci consuntivi e preventivi.

Non essendo anno di rinnovo, rimanevano confermate le cariche sociali dell’anno precedente che riportiamo qui di seguito:

 

 

PRESIDENTE

Barberis Dott. Bartolomeo

(Siat )

(*)

 

 

 

 

VICE PRESIDENTI

Cerni Dott. Nazzareno

(Assicurazioni Generali)

(*)

 

Caffarena Dott. Camillo

(Axa C.S.A.-M.)

(*)

 

 

 

 

CONSIGLIERI

Ansaldo Dott. Angelo

(Siat)

 

 

Avilia Dott. Giorgio

(Faro)

 

 

Cardinaletti Dott. Marco

(Sasa)

 

 

Capparelli Cap. Ermanno

(Toro divisione Lloyd It.)

(*)

 

Coletta Dott. Carlo

(Swiss Re)

 

 

Cupido Dott. Andrea

(Assicurazioni Generali)